Quella che segue è la mia lettura del rapporto tra tecnologia e attenzione, con riferimento ai saggi che ho scritto. Non è nostalgia anti-digitale: è la convinzione che ignorare la dimensione civica dei prodotti che costruiamo sia negligenza professionale.
Ultima revisione: 7 maggio 2026.
Tesi in una frase
I prodotti digitali formano cittadini prima di formare clienti. Progettarli senza tenerne conto è una scelta politica mascherata da scelta di design.
Come la vedo
- L’attenzione non è una risorsa illimitata che l’utente “dona”. È una quantità finita che viene estratta. Il verbo giusto cambia il giudizio morale.
- “Non siamo un giornale” non è una difesa. Lo è stata nel 2010. Oggi, qualsiasi piattaforma con un feed ha obblighi editoriali di fatto — e fingere di non averli è più insidioso di riconoscerli.
- Il design è etica incarnata. Ogni default che proponi, ogni frizione che rimuovi, ogni animazione che aggiungi, dice qualcosa su cosa ritieni accettabile fare con la vita dei tuoi utenti. Non esistono scelte neutre, esistono scelte inconsapevoli.
Saggi su questo tema
Lavoriamo insieme
Qui il mio valore non è darti dei dark pattern mascherati: è farti vedere, dall’interno dei tuoi dati di prodotto, quali default stai proponendo e che cosa dicono del tuo progetto civico. Poi decidi tu.
Per chi è utile
Head of Product e Head of Design che stanno guardando le proprie metriche con crescente imbarazzo
Direzioni aziendali che si accorgono che il racconto ‘engagement = valore’ non regge più, né internamente né esternamente
Team che costruiscono prodotti per minori, per famiglie, per pubblici vulnerabili e vogliono un’etica di prodotto più solida delle policy
Board di aziende che vogliono un keynote o un workshop che non sia un TED talk motivazionale
Come lavoro
- Revisione di pattern di engagement (2–3 settimane)
Guardo i tuoi pattern attuali (notifiche, feed, onboarding, gamification) e ti dico quali sono difendibili e quali no, davanti a un giudice, a un utente adulto, a un bambino di dieci anni. Output: una lista di cambi prioritari, con stima di impatto.
- Disegno di metriche alternative (3–4 settimane)
Dall’engagement al valore ricevuto. Lavoro con il team di prodotto e di analytics per costruire 2–3 metriche che misurino il bene che il prodotto fa agli utenti, non solo il tempo che ti cedono.
- Keynote e workshop interni (1–2 giornate)
Talk 40 minuti o workshop 2–4 ore per board, team di prodotto, team di design. Riferimenti pubblicati, zero slide generiche, output operativo atteso alla fine.
Domande operative
- È una posizione ideologica?
No — è una posizione professionale. Ho visto troppi prodotti estrarre attenzione senza restituire valore proporzionale. Dire ‘è il mercato’ non spiega; descrive.
- Funziona anche per prodotti B2B?
Sì. I dark pattern nei prodotti SaaS enterprise esistono eccome — billing pages, cancellation flow, forced onboarding — e sono più costosi perché erodono la fiducia di un cliente che paga.
- Quanto dura un ingaggio tipico?
Due–quattro settimane per revisioni o disegno di metriche, una–due giornate per keynote e workshop.
- Vieni sul palco?
Sì, per eventi non sponsorizzati e non promozionali. Non faccio webinar registrati né talk con sponsor che mascherano un pitch.
Scrivimi a hello@margiovanni.it con due righe di contesto. Rispondo entro qualche giorno lavorativo con una proposta concreta o un cortese no se non è il mio perimetro.
Domande e risposte
Non è tardi per parlare di economia dell'attenzione?
È tardi per scoprirla: non è tardi per governarla. La differenza è che ora abbiamo dieci anni di dati su cosa succede quando si lascia fare. Era teoria nel 2015; nel 2026 è documentazione.
Cosa c'entra l'umanesimo?
C’entra perché la domanda ‘che cittadino vogliamo formare’ è più antica e più seria di quella ‘che utente vogliamo acquisire’. L’umanesimo dà un vocabolario per fare la prima senza scivolare in nostalgia.