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Il mestiere del software

Architettura, leadership tecnica, decisioni che restano. Questa è la pagina indice su come provo a fare software in Italia e in Europa, senza copiare gli Stati Uniti e senza compiacersi della differenza.

Quella che segue è la mia lettura del mestiere, con riferimento ai saggi che ho scritto. Non è un manuale: è il punto di vista di chi da quindici anni fa software in ruoli ibridi — architetto, advisor, manager — e prova a capire cosa cambia davvero e cosa resta.

Ultima revisione: 7 maggio 2026.


Tesi in una frase

Il software è un mestiere nel senso preindustriale del termine: apprendistato, gusto, e limiti. La maggior parte delle “best practice” sono scelte di default fatte per le ragioni sbagliate, conservate perché nessuno ha mai misurato il costo di averle adottate.

Come la vedo

  • Un’architettura è un insieme di decisioni ereditabili. Se dopo due anni nessuno sa perché una scelta è stata fatta, quella scelta non è un’architettura: è un incidente fossilizzato.
  • La leadership tecnica è un problema di autorità, non di gerarchia. Ti seguono perché hanno visto che hai ragione abbastanza volte. Il resto è un costume.
  • L’Europa non deve copiare la Silicon Valley. Non ne ha i presupposti — né il capitale, né l’ecosistema, né il fallimento socialmente accettato. Il nostro vantaggio è il tempo lungo: progetti che durano, squadre stabili, clienti fedeli. Invece di imitare il modello veloce, vale la pena capitalizzarlo.

Saggi su questo tema

01.05 2026
№ 62

L'ascesa del compliance engineer

Sulla figura che sta emergendo dal vuoto fra ingegneria del software e regolazione europea, e su perché quasi nessuno se ne sta accorgendo in tempo.

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01.05 2026
№ 61

Il debito di specifica

Sul perché il documento che certifica il sistema invecchia peggio del codice che lo implementa, e su perché la prossima generazione di cause civili in materia di software si combatterà sulla specifica.

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27.04 2026
№ 59

La forma del vincolo

Trattare la conformità normativa come avversaria del progetto tecnico significa non aver compreso cosa sia il progetto tecnico. Un saggio sull'errore di categoria che indebolisce l'industria europea del software, e su come il quadro normativo europeo — letto come sistema, non come elenco — configuri un vantaggio competitivo strutturale per chi sa abitarlo.

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19.04 2026
№ 57

Cruft, non patina

Gli edifici imparano, scriveva Stewart Brand. Il software, invece, accumula commenti che si scusano. Sul perché gli oggetti digitali non sanno invecchiare, e su cosa questo dice della civiltà che li mette al centro.

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17.03 2026
№ 42

Compliance eu 2026: è architettura, non solo legale

Nei prossimi 18 mesi cra, ai act, pld, nis2 ed eaa cambiano il software europeo. La compliance non si “spunta”: si progetta in architettura.

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16.03 2026
№ 41

Cose che ho smesso di fare negli ultimi quindici anni di lavoro

Appunti sulle cose che ho impiegato almeno 15 anni a disimparare.

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14.03 2026
№ 40

Assumere nel 2026: non serve usare l'ai, serve governarla

Nelle PMI l’AI non è un tema tech. È una competenza trasversale: saperla governare, valutarne l’output e usarla per fare cose nuove.

9′ tempo di lettura
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08.03 2026
№ 37

Le mani e la macchina: la fiducia nel software

Il software regge il mondo ma resta invisibile. Tra ai, open source e regole europee, la fiducia si costruisce con cura, scelte e responsabilità.

10′ tempo di lettura
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08.03 2026
№ 36

La compliance è roba vostra

Tra 2026 e 2027 il software diventa un prodotto con responsabilità legale. Se il cliente vuole solo il go-live, il rischio resta a tutti.

7′ tempo di lettura
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01.03 2026
№ 33

Quando il software diventa un'intenzione

Ho creato un’app in 17 minuti senza scrivere codice. Non è la demo che conta, ma cosa succede al mercato consumer quando il software diventa un’intenzione.

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27.02 2026
№ 31

Il cliente ha sempre torto (e forse è un bene)

Nella consulenza it il sì automatico uccide i progetti. Dire no, con rispetto, è spesso il servizio migliore: meno sprechi, più fiducia, più verità.

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24.02 2026
№ 29

Non aggiungere AI ai tuoi prodotti. Ripensali da zero.

Aggiungere un chatbot non basta. Se metà delle interazioni passerà da agenti AI, serve ripensare software, API, fiducia e compliance.

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22.02 2026
№ 25

Quello che l'AI non sa del mio mestiere

Ho chiesto a un modello di scrivere una proposta perfetta. L’ho cancellata: mancava la cosa più importante, quella che non è scritta da nessuna parte.

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18.02 2026
№ 21

Il software è un prodotto. E adesso?

Dal 9 dicembre 2026 la nuova product liability directive include il software tra i prodotti. Cosa cambia per roadmap, contratti, release e open source.

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24.01 2026
№ 17

Da developer a product owner: la trasformazione necessaria nell'era dell'ai

Qualche giorno fa un collega del mio team che usa Claude Code ha implementato una feature che, quando facevo il suo...

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21.01 2026
№ 16

Dal software al dato, trasformandoci.

Qualche notte fa ho letto un articolo. Si intitola The Death of Software 2.0 e usa una metafora che mi è rimasta in...

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10.01 2026
№ 13

Da scrittori di codice ad architetti di specifiche

Oggi ho passato la mattina a rivedere il materiale per un corso di formazione interno. Ventisei pagine dense, piene di...

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26.12 2025
№ 8

Qualità, velocità e il fantasma dell'artigiano perfetto

C’è un pensiero che mi accompagna da mesi, forse da quando l’intelligenza artificiale ha smesso di essere una promessa...

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Lavoriamo insieme

Il mio ingaggio su architetture e leadership tecnica è quasi sempre uno di questi tre: una decisione da prendere bene adesso, un’architettura in difficoltà da raddrizzare, una persona tecnica da far crescere.

Per chi è utile

  • CTO e Head of Engineering che devono presentare a un board una scelta architetturale significativa e vogliono una seconda testa prima

  • Fondatori tecnici che si accorgono che l’architettura che li ha portati qui non li porterà al prossimo ordine di grandezza

  • Team di piattaforma che ereditano un sistema complesso e devono decidere cosa tenere, cosa riscrivere, cosa buttare

  • Leader tecnici in crescita che vogliono un mentor esterno con cui parlare delle decisioni più scomode

Come lavoro

Architecture review (2–4 settimane)

Prendo un’architettura esistente o in progetto, parlo con chi la mantiene, leggo i design doc e gli ADR, e restituisco un giudizio documentato: cosa tenere, cosa cambiare, cosa misurare prima di cambiarlo.

Disegno di una nuova piattaforma (4–8 settimane)

Da zero o da una situazione che non regge più. Lavoro con il team interno per produrre un insieme di ADR, uno stack argomentato e una roadmap con milestone misurabili.

Mentoring per leadership tecnica (ingaggio continuativo)

Un paio di call al mese con un CTO, un tech lead o un architect in crescita. Spazio protetto per parlare di decisioni difficili senza politica interna.

Domande operative

Ti occupi di coding o code review?

No. Non è il mio valore aggiunto. L’advisory è sulle decisioni di perimetro, non sull’implementazione.

Lavori con qualunque stack?

Lavoro con le decisioni di stack, non dentro un singolo stack. Il mio valore è indipendente dal linguaggio — è capire quali trade-off contano davvero a due anni.

Quanto dura un ingaggio tipico?

Due–quattro settimane per una review, uno–due mesi per un disegno, continuativo per il mentoring.

Come si fattura?

A output documentabile, non a giornate. Il prezzo è fisso e legato a consegnabili concordati all’inizio.

Scrivimi a hello@margiovanni.it con due righe di contesto. Rispondo entro qualche giorno lavorativo con una proposta concreta o un cortese no se non è il mio perimetro.

Domande e risposte

Perché 'mestiere' invece di 'ingegneria'?

Perché l’ingegneria presuppone un sapere codificato e ripetibile. Nel software reale — quello che entra in produzione, sopravvive a tre CTO e finisce in dieci capitolati diversi — il sapere è largamente tacito, si trasmette per apprendistato, e cambia con il contesto. Mestiere descrive meglio la realtà.

Che differenza fa?

Cambia tutto su chi assumi, come lo fai crescere, come documenti, come decidi. Chi ragiona da ingegnere cerca processi. Chi ragiona da artigiano cerca maestri, pazienza e un patrimonio di scelte passate da cui partire.

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